XVI Edizione della Giornata di Studio “OLTRE LA GLOBALIZZAZIONE”

A cura della Società di Studi Geografici

OLTRE LA GLOBALIZZAZIONE: Risorse / Resources

02 / 2026
Genova, 14 dicembre 2026
Università degli Studi di Genova

Presentazione

 

OLTRE LA GLOBALIZZAZIONE: Risorse / Resources

XVI Edizione della Giornata di Studio “Oltre la globalizzazione”

La Giornata di Studi “Oltre la globalizzazione” si svolgerà quest’anno presso l’Università di Genova, rappresentando un’importante occasione per valorizzare la consolidata tradizione della scuola geografica genovese e per commemorare la figura di Adalberto Vallega, a venti anni dalla sua scomparsa.

Geografo di riconosciuto prestigio internazionale, Vallega ha dedicato la propria attività scientifica ai temi della geografia politica, marittima e culturale, offrendo contributi di particolare rilievo al dibattito epistemologico e alla riflessione sui rapporti tra territorio, identità e governance. La sua produzione scientifica e il suo impegno istituzionale hanno rappresentato un punto di riferimento fondamentale per lo sviluppo della scuola geografica genovese e, più in generale, della geografia italiana, contribuendo significativamente anche al rafforzamento del dialogo internazionale all’interno della disciplina.
In tale prospettiva, il convegno prevederà un momento specificamente dedicato alla sua memoria, quale occasione di riflessione sul valore scientifico ed eredità culturale del suo contributo alla ricerca geografica contemporanea.

L’edizione di quest’anno assume inoltre il tema RISORSE/RESOURCES quale categoria analitica privilegiata e ambito di confronto critico per interpretare le trasformazioni e gli sconvolgimenti che caratterizzano gli assetti globali contemporanei, nonché per esplorare i possibili percorsi di risposta oggi disponibili o immaginabili.

A conseguenza delle crisi economiche, geopolitiche, sanitarie e ambientali che si sono susseguite negli ultimi anni, le risorse – sempre più configurate come merci strategiche – sono al centro di conflitti politici globali e di nuove frontiere di accumulazione. Tra queste, l’espansione delle attività estrattive verso lo spazio extra-atmosferico e nelle profondità marine segnala l’estensione delle logiche di appropriazione verso ambienti sempre più remoti e tecnologicamente mediati, spingendo la geografia a interrogarsi criticamente su questi nuovi spazi di contesa. Al tempo stesso, tali dinamiche evidenziano la fragilità di un sistema fortemente dipendente dall’economia dell’estrazione e della mobilitazione delle risorse. A questo si aggiunge il rafforzarsi di narrazioni fondate sulla scarsità e sulla sicurezza delle risorse che contribuiscono spesso a depoliticizzare le disuguaglianze e a rafforzare visioni nazionaliste e immaginari del collasso, che favoriscono conflitti sociali e forme di attendismo/immobilismo sul piano politico internazionale.

Lungi dall’essere categorie neutre, dunque, le risorse sono qui intese come dispositivi centrali nella produzione e riproduzione delle gerarchie socio-territoriali contemporanee. Esse possono essere lette sia come motori dei processi estrattivi e delle economie del consumo, sia come strumenti per la produzione di risposte alle sfide contemporanee, attivando processi di adattamento, innovazione sociale, coesione territoriale e sviluppo locale. 

A questa lettura ha contribuito negli ultimi anni in modo particolare la critical resource geography, mettendo radicalmente in discussione l’idea di “risorsa” come categoria naturale e data, ed evidenziando come essa venga prodotta attraverso processi scientifici, tecnologici, economici e politici che ne definiscono valore, accessibilità e legittimità (Bridge, 2009, 2014; Huber, 2019; Bakker and Bridge, 2022). In dialogo con la political ecology e con le prospettive della social nature (Swyndgedow, 2023; Castree e Braun, 2001), questo approccio invita a interrogare criticamente le relazioni tra risorse, potere e territorio, mettendo in luce le modalità attraverso cui la natura, i corpi e gli stessi saperi vengono continuamente sottoposti a processi di valorizzazione, sfruttamento e mercificazione. Tale prospettiva riguarda tanto i corpi umani quanto quelli non umani, coinvolti in forme sempre più pervasive di estrazione di valore e consumo. 

La nozione di risorsa si presta così a una pluralità di interpretazioni che oltrepassano una concezione circoscritta alle materie prime e ai beni “naturali”, includendo anche saperi, pratiche sociali, infrastrutture, reti relazionali, patrimoni culturali e capacità territoriali. Come suggerisce l’etimologia stessa del termine — riconducibile al latino resurgere, “risorgere”, “rialzarsi” — le risorse possono infatti essere intese come l’insieme degli elementi che comunità locali, istituzioni e attori territoriali mobilitano per costruire percorsi di sviluppo situato, rafforzare la resilienza dei territori, promuovere processi di innovazione sociale e generare alternative ai modelli dominanti di sviluppo. In questa prospettiva, assumono particolare rilevanza non soltanto le risorse presenti nelle aree interne, rurali e montane, spesso considerate laboratori di sperimentazione territoriale e di pratiche di rigenerazione locale, ma anche quelle rintracciabili nei contesti urbani. In questi ultimi, forme di associazionismo, mutualismo, welfare di comunità, spazi collettivi e pratiche di cittadinanza attiva possono configurarsi come risorse strategiche per la costruzione di coesione sociale, la produzione di beni comuni e l’attivazione di processi di trasformazione territoriale dal basso.

In questa direzione, anche la conoscenza e la produzione scientifica possono essere considerate risorse, sollecitando una riflessione su chi produce sapere, attraverso quali pratiche e con quali finalità (Valdivia et al. 2022). La geografia delle risorse — e così questa call — diventa così uno spazio di confronto sulle epistemologie, sui rapporti tra sapere e potere e sulle possibilità di costruire immaginari socio-ecologici alternativi.

Il dibattito qui proposto intende dunque sottrarsi a una lettura riduttiva delle risorse come semplici entità “consumabili”, per metterne in luce la dimensione politica, relazionale e conflittuale. La stessa nozione di “risorsa” è da assumersi come oggetto di problematizzazione e non come categoria data. La prospettiva spaziale che la geografia offre, inoltre, consente di comprendere come le risorse partecipino alla costruzione delle geografie del potere, ridefinendo relazioni tra luoghi, scale e attori, al contempo aprendo a pratiche contro-egemoniche, come le contro-mappature e le contro-rappresentazioni, che sfidano le narrazioni dominanti.

La presente call invita pertanto a presentare proposte di sessione che, in una prospettiva interdisciplinare e multiscalare, affrontino in modo critico e innovativo le implicazioni politiche, sociali, epistemologiche e spaziali delle risorse, contribuendo a ridefinirne significati, pratiche e immaginari.
L’obiettivo è promuovere un confronto ampio tra approcci e campi di ricerca differenti, accogliendo contributi che esplorino tanto le dimensioni conflittuali, estrattive e geopolitiche delle risorse, quanto il loro ruolo nei processi di sviluppo territoriale, coesione sociale, innovazione e costruzione di alternative, e in particolare (ma non limitatamente a):

  • le risorse territoriali come pratiche, saperi, capacità situate e forme di innovazione sociale attraverso cui comunità e attori locali costruiscono percorsi di sviluppo, adattamento, mutualismo, welfare territoriale e resistenza; 
  • la dimensione culturale e politica delle risorse: come e perché una materia, un sapere o un territorio diventino risorsa, chi ne definisca il valore e con quali finalità, quali relazioni esistano tra risorse, identità collettive, immaginari nazionali ed epistemologie dominanti (Koch e Perreault, 2019). Si veda in questa direzione anche lo sport come risorsa territoriale, sociale e culturale, nei processi di costruzione identitaria, coesione, sviluppo locale e trasformazione dei territori; 
  •  le modalità attraverso cui comunità locali e soggetti territoriali resistono, negoziano o si adattano alle forme di potere statale e alle pratiche di controllo, appropriazione ed espropriazione delle risorse, comprese le dinamiche di resource grabbing, e le pratiche di contro-mappatura e riappropriazione territoriale; 
  • le relazioni tra risorse, lavoro, valore e processi di mercificazione dei territori, inclusi i contesti turistici e le ambivalenze tra sfruttamento, valorizzazione e pratiche di turismo sostenibile e comunitario; 
  • le risorse energetiche, idriche e minerarie, le transizioni infrastrutturali, la carbon economy e la carbon democracy (Mitchell, 2011), nonché la geopolitica delle materie prime strategiche; 
  • il cambiamento climatico e le trasformazioni ecologiche contemporanee, con particolare attenzione alle narrazioni sulla scarsità, alla costruzione della natura come risorsa e alle implicazioni socio-politiche delle strategie di adattamento e mitigazione; 
  • le connessioni tra risorse, colonialismo, decolonialità e disuguaglianze socio-spaziali, nonché il ruolo delle risorse nella riproduzione o nella contestazione di rapporti di potere globali; 
  • la geografia delle guerre e dei conflitti, che interpreta le risorse non soltanto come oggetto di contesa, ma anche come elementi centrali nella produzione di valore, nella costruzione degli assetti geopolitici e nelle dinamiche delle resource wars (Le Billon, 2007);  
  • l’outer space geography e le nuove frontiere dell’estrazione, che evidenziano l’estensione delle logiche di appropriazione e accumulazione oltre i confini terrestri; 
  • approcci teorici, metodologici ed epistemologici innovativi che contribuiscano a ridefinire criticamente il concetto di risorsa e il suo ruolo nelle trasformazioni socio-spaziali contemporanee.

Riferimenti bibliografici

  • Bakker, K., & Bridge, G. (2022). Material worlds redux: Mobilizing materiality within critical resource geography. In: Himley, M., Havice, E., & Valdivia, G. (eds) The Routledge handbook of critical resource geography, 43-56. Routledge.
  • Bridge, G. (2009). Material worlds: Natural resources, resource geography and the material economy. Geography compass, 3(3), 1217-1244.
  • Bridge, G. (2014). Resource geographies II: The resource-state nexus. Progress in Human Geography, 38(1), 118-130.
  • Castree, N., & Braun, B. (2001). Social nature. Malden, MA: Blackwell Publishing.
  • Huber, M. (2019). Resource geography II: What makes resources political?. Progress in Human Geography, 43(3), 553-564.
  • Le Billon, P. (2007). Geographies of war: perspectives on ‘resource wars’. Geography Compass, 1(2), 163-182.
  • Koch, N., & Perreault, T. (2019). Resource nationalism. Progress in human geography, 43(4), 611-631. 
  • Mitchell, T. (2011). Carbon Democracy: Political Power In The Age of Oil. 1st ed. New York: Verso.
  • Swyngedouw, E. (2023). Capital’s natures: A critique of (urban) political ecology. In Kaika, M., Keil, R., Mandler, T., & Tzanisis, Y. (eds) Turning up the heat. Urban political ecology for a climate emergency, 37-55. Manchester: Manchester University Press.
  • Valdivia, G., Himley, M., & Havice, E. (2022). Critical resource geography: An introduction. In: Himley, M., Havice, E., & Valdivia, G. (eds) The Routledge handbook of critical resource geography, 1-20. Routledge.

Comitato scientifico:

Fabio Amato, Università di Napoli L’Orientale, Consiglio SSG; Valerio Bini, Università di Milano, Consiglio SSG; Sara Bonati, Università degli studi di Genova; Cristina Capineri, Università di Siena, Consiglio SSG; Egidio Dansero, Università di Torino, Consiglio SSG; Domenico de Vincenzo, Università di Cassino, Consiglio SSG; Viviana Ferrario, Università di Venezia, Consiglio SSG; Michela Lazzeroni, Università di Pisa, Consiglio SSG; Federico Martellozzo Università di Firenze, Consiglio SSG; Monica Meini Università del Molise, Consiglio SSG; Stefania Mangano, Università degli studi di Genova; Giampietro Mazza, Università di Genova; Andrea Pase, Università di Padova, Consiglio SSG; Pietro Piana, Università degli studi di Genova;  Filippo Randelli, Università di Firenze, Consiglio SSG; Nicoletta Varani, Università degli studi di Genova.

Segreteria organizzativa:

Kristina Mamayusupova (responsabile segreteria), Andrea Valentina Costa, Emma Frumento, Federica Giagnoni, Andrea Minardi 

EVENTO

OLTRE LA GLOBALIZZAZIONE: Risorse / Resources
XVI Edizione della Giornata di Studio 

Genova, 14 dicembre 2026
Dipartimento DiSFor
Università degli studi di Genova

Sede dell’evento:
Corso Podestà, 2
16124 Genova

INFO

Coordinamento generale, riferimenti e contatti
Nicoletta Varani, Sara Bonati: ssg.risorse2026@gmail.com
Segreteria SSG: info@societastudigeografici.it

LOCANDINA

Soggetti promotori

Organizzato da Società di Studi Geografici e DiSFor – Scienze della Formazione (Università di Genova)

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