VII Edizione delle Giornate di Studi interdisciplinari “Geografia e...”

A cura della Società di Studi Geografici

Geografia e Migrazioni

01 / 2026

Napoli, 11-12 Giugno 2026
Università di Napoli L’Orientale

Presentazione

GEOGRAFIA E… MIGRAZIONI

VII Edizione delle Giornate di Studi interdisciplinari “Geografia e…”

L’appuntamento annuale della Società di Studi Geografici, intitolato “Geografia e…”, nel 2026 tratterà il tema delle migrazioni, sia internazionali che interne, considerate come fenomeni strettamente intrecciati nei processi di trasformazione sociale e territoriale contemporanei. Accanto ai movimenti oltre confine, spesso al centro del dibattito pubblico e accademico, gli spostamenti interni contribuiscono in modo rilevante alla ridefinizione delle strutture demografiche, economiche e insediative, incidendo sulle relazioni tra aree urbane e rurali, centri e periferie, regioni dinamiche e territori in declino. Adottare una prospettiva che integri migrazioni interne e internazionali, superando le dicotomie tradizionali (interno/internazionale; Sud/Nord; mobilità/immobilità; volontario/forzato), in quella che è stata definita l’era delle migrazioni (Castles et al., 2014) e con il cambio di paradigma portato nelle scienze sociali dal mobility turn (Sheller, Urry, 2006; Mazzucato, Schapendonk, 2025), permette di restituire complessità ai legami tra spostamenti umani, disuguaglianze e trasformazione territoriale. Le giornate di studio vogliono essere l’occasione per promuovere un confronto aperto e un approccio critico alle narrazioni dominanti e alle semplificazioni a fini securitari, basate sull’uso strumentale dei dati (De Haas, 2023), o più in generale, per riflettere sull’abbondante letteratura grigia prodotta sui movimenti migratori, accanto alla pur ricchissima produzione scientifica, mettendo al centro del dialogo la prospettiva geografica.

Il rapporto tra Geografia e migrazioni si sostanzia in una relazione intrinsecamente spaziale della mobilità umana ed è valorizzato dal focus di questo sapere sulla dimensione scalare, sull’attenzione al luogo e sulle dinamiche che legano società e ambiente, offrendo una prospettiva peculiare al tema (Robinson, 1996; Samers, Collyer, 2017). Tale rapporto è stato influenzato, soprattutto in alcuni fondamentali snodi concettuali (transnazionale, critica allo Stato-nazione, approcci critici), dallo sviluppo dei Migration studies, un campo di ricerca formale e interdisciplinare che nasce negli anni Cinquanta del XX secolo e segue percorsi di specializzazione tematici, sollecitando diversi saperi oltre alla geografia: sociologia, economia, diritto, storia, antropologia, linguistica e altri (Brettel, Holliefield, 2020; Scioldo-Zürcher et al., 2019). A partire dagli anni Ottanta si è assistito a un proliferare di approcci, sulla scia della svolta culturale, dell’approccio femminista, della prospettiva razziale e, in generale, di una postura critica che ha dato respiro a una lettura a scala locale con particolare attenzione ai contesti urbani sia per le migrazioni internazionali che per quelle interne, da sempre più numerose. Riguardo alle migrazioni internazionali, un terreno fertile per le contaminazioni tra discipline è stata la “svolta transnazionale” degli anni Novanta, basata sull’idea che i migranti non interrompono i legami con il proprio passato, ma costruiscono e mantengono reti multiple di connessione con i loro paesi d’origine (Glick Schiller et al., 1995). Inoltre, la dimensione geopolitica è tornata a essere centrale nello studio dei confini, delle politiche di chiusura ed esternalizzazione, dando vita a filoni di ricerca che si concentrano sulla tecnologia di sorveglianza alle frontiere, sulla territorialità, sulla gestione della migrazione, sulle geografie corporee, sul trauma, sulla detenzione e sulla concettualizzazione delle diaspore (Mitchell et al., 2019).

Alla luce di tale complessità, le trasformazioni del processo migratorio, in quanto prisma attraverso cui osservare il cambiamento dei luoghi e delle società, necessitano di prospettive, strumenti e sguardi nuovi, capaci di interrogare ciò che si muove all’interno e intorno a questi punti di svolta (Padilla, 2025; Roohi et al., 2025). In questo senso, non solo è necessario mettere in discussione, o quanto meno riconoscere in modo esplicito, il sistema stesso che regola la mobilità globale, in cui “la discriminazione basata su nazionalità, razza, classe e genere gioca un ruolo centrale” (Spijkerboer, 2018, p. 469), ma anche provare a ripensarlo per suggerire azioni ai decisori politici. A tal fine, è necessario adottare approcci che pongano al centro il modo in cui si fa ricerca e la consapevolezza di chi la conduce, al fine di produrre lavori che, da un lato, siano in grado di elaborare prospettive capaci di analizzare le mobilità e le immobilità all’interno dei processi migratori a ogni scala e, dall’altro, che riescano a mettere in discussione lo stesso sistema di produzione accademico nel quale tali lavori vengono avviati e realizzati. In altre parole, è fondamentale tenere conto del posizionamento di chi fa ricerca, della dimensione etica e della riflessività (Dahinden, Pott, 2026), provando a svincolarsi dal nazionalismo metodologico (Anderson, 2019) che ancora oggi condiziona molte interpretazioni e lavorando sempre di più con e sui luoghi, lasciando sullo sfondo il racconto dei macrodati, una precondizione utile, ma ampiamente insufficiente per provare a comprendere il cambiamento. All’interno di questo ampio orizzonte tematico, alcuni ambiti risultano di particolare rilevanza e sollecitano contributi da parte di studiosi che adottino diverse prospettive e che guardino in particolare al contesto italiano ed europeo. Nondimeno sarebbe ugualmente interessante destabilizzare le narrazioni dominanti che inquadrano la mobilità principalmente attraverso logiche Sud-Nord (Mayblin, Turner, 2021; Collins, 2022), dando spazio alla molteplicità, alla storicità e alla relazionalità dei movimenti nel cosiddetto Global South (già di per sé una categoria da sottoporre a critica per un cambiamento).

Si sollecitano proposte di sessione che affrontino, in un’ottica interdisciplinare e multiscalare, i seguenti ambiti:

  1. Epistemologie, metodi e prospettive critiche. Riflessioni sull’etica della ricerca e sul posizionamento; metodologie partecipative, visuali e collaborative; uso critico dei dati (statistiche ufficiali, big data) e delle tecnologie digitali nello studio dei fenomeni migratori.
  2. Politiche, governance e regimi di confine. Analisi delle pratiche di governo delle migrazioni a scala globale, nazionale e locale/translocale; geopolitica dei confini e processi di confinamento; studio dei regimi di asilo, dei flussi di rifugiati e delle dinamiche di ritorno e rimpatrio.
  3. Trasformazioni territoriali, spazi urbani e aree interne. Indagine sui flussi, le reti e i nodi della mobilità; impatto delle migrazioni (interne e internazionali) nei contesti urbani e metropolitani; sfide e opportunità per le aree interne e i territori in declino; il nesso tra migrazioni e cambiamento climatico.
  4. Soggettività, corpi e dimensioni intersezionali. Approcci focalizzati su genere, razza e processi di razzializzazione; geografie corporee, emozioni e affettività nei percorsi migratori; analisi delle esperienze migratorie e dei percorsi legati all’infanzia, alla gioventù e al rapporto tra generazioni.
  5. Diritto alla città, lavoro e cittadinanza sociale. L’abitare migrante e le dinamiche insediative; la presenza straniera nel mercato del lavoro; accesso ai servizi, salute e disuguaglianze sociosanitarie; processi formativi, istruzione e inclusione.
  6. Narrazioni, diaspore e spazi transnazionali. Analisi della percezione pubblica e delle narrazioni mediatiche; studio delle migrazioni transnazionali e dei processi diasporici come riconfigurazione delle identità e dei legami spaziali tra luoghi di origine e di destinazione.

Call for session

A fronte del tema generale delle Giornate e dei punti sopra elencati, possono essere proposte specifiche sessioni tramite l’invio di un documento (massimo 2500 caratteri, secondo lo schema allegato) al Comitato Scientifico entro il 28 febbraio 2026. Entro il 20 marzo 2026 i proponenti riceveranno le informazioni relative all’esito delle loro proposte; sarà contemporaneamente predisposta e diffusa la Call for abstract delle Giornate con scadenza il 20 aprile 2026.

Riferimenti bibliografici

  • Andreson B. (2019), New directions in migration studies: towards methodological de-nationalism, Comparative Migration Studies, 7:36.
  • Brettel C., Holliefield J. F., a cura di, (2020), Migration Theory. Talking Across Disciplinary, New York, Routledge, seconda edizione.
  • Castles, S., de Haas, H., & Miller, M. J. (2014), The Age of Migration: International Population Movements in the Modern World, The Guilford Press, quinta edizione.
  • Collins F. (2021), Geographies of migration I: Platform migration, Progress in Human Geography, Vol. 45(4) 866–877.
  • Collins F. (2022), Geographies of migration II: Decolonising migration studies, Progress in Human Geography, Vol. 46(5) 1241–1251.
  • Dahinden J. Pott A., a cura di (2026), Reflexivities and Knowledge Production in Migration Studies, Cham, Springer.
  • De Haas H. (2023), How Migration Really Works. 22 Things You Need to Know About the Most Divisive Issue in Politics, Londra, Penguin.
  • Faist T. (2013), The mobility turn: a new paradigm for the social sciences?, Ethnic and Racial Studies, 36(11): 1637-1646.
  • Glick Schiller N., Basch L., Szanton Blanc C. (1995), From Immigrant to Transmigrant: Teorizing Transational Migration, Anthropological Quarterly, 68:1, p.48-63.
  • Mayblin L., Turner J. (2021), Migration studies and Colonialism, Cambridge, Polity Press.
  • Mazzucato V. and Schapendonk J. (2025), Migration through a mobilities lens: considerations for a future research agenda, Comparative Migration Studies, 13:42.
  • Mitchell M, Jones R., Fluri J., a cura di, (2019), Handbook on Critical Geographies of Migration, Cheltenham, Edward Elgar.
  • Padilla B. (2025), Decolonizing migration studies, Comparative Migration Studies, 13:44.
  • Robinson V. (1996), Geography and Migration, Cheltenham, Edward Elgar.
  • Roohi S., Scholten P., Jorgensen M. B., Franca T., Pott A., Scharrer T., Vathi Z. (2025), Critical transitions in migration studies: Comparative Migration Studies’ 10th anniversary issue, Comparative Migration Studies, 13:83.
  • Samers M., Collyer M. (2016), Migration, Londra, Routledge, seconda edizione.
  • Scioldo-Zürcher Y., Hily M-A, Ma Mung E., a cura di (2019), Étudier les migrations internationales, Tours, Pufr Edition.
  • Sheller M., Urry J. (2006). The New Mobilities Paradigm, Environment and Planning A: Economy and Space 38 (2): 207-226. https://doi.org/10.1068/a37268.
  • Spijkerboer, T. (2018), The Global Mobility Infrastructure: Reconceptualising the Externalisation of Migration Control. European Journal of Migration and Law, 20, pp.452-469.

Comitato scientifico

Fabio Amato, Università di Napoli L’Orientale, Consiglio SSG; Valerio Bini, Università di Milano, Consiglio SSG; Cristina Capineri Università di Siena, Consiglio SSG; Diana Ciliberti, Università del Molise; Egidio Dansero, Università di Torino, Consiglio SSG; Domenico de Vincenzo, Università di Cassino, Consiglio SSG; Libera D’Alessandro, Università di Napoli L’Orientale; Viviana Ferrario, Università di Venezia, Consiglio SSG; Michela Lazzeroni, Università di Pisa, Consiglio SSG; Federico Martellozzo Università di Firenze, Consiglio SSG; Monica Meini Università del Molise, Consiglio SSG; Giovanni Modaffari, Università di Napoli L’Orientale; Andrea Pase, Università di Padova, Consiglio SSG; Marco Petrella, Università del Molise; Filippo Randelli, Università di Firenze, Consiglio SSG; Rosario Sommella, Università di Napoli L’Orientale.

Segreteria organizzativa

Luca Paolo Cirillo, geografo, dottorando Unior e Radboud University Nijmegen; Martina Iacometta, dottoranda Unior; Giampiero Petraroli, docente a contratto Unior.

EVENTO

GEOGRAFIA E MIGRAZIONI
VII Ed. Giornate di studi interdisciplinari su “Geografia e…”

Napoli, 11-12 giugno 2026
Università di Napoli L’Orientale

Sede dell’evento:
Palazzo del Mediterraneo
Via Marina, 59, Napoli

INFO

Riferimenti e contatti:
Fabio Amato ssg.migrazioni2026@gmail.com
Segreteria SSG 
info@societastudigeografici.it

LOCANDINA

Soggetti promotori

L’iniziativa è organizzata dalla Società di Studi Geografici, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università degli studi di Napoli L’Orientale, con il Centro di elaborazione culturale Mobilità Migrazioni Internazionali (MoMI) e con il Dipartimento di Bioscienze e Territorio dell’Università degli studi del Molise e il MoRGaNA Lab.

Eventi Società di Studi Geografici
Panoramica privacy

Questo sito utilizza i cookie in modo da poterti offrire la miglior esperienza possibile. Le informazioni sui cookie sono salvate nel tuo browser e funzioni quali riconoscerti quando ritorni nel nostro sito e aiutare il nostro staff a capire quali sezioni del nostro sito reputi più utili e interessanti.
This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.